Aba - Abaco Cloud

E’ POSSIBILE UN INTERVENTO ABA A SCUOLA PER INSEGNARE DI AUTONOMIE?

LA TESTIMONIANZA DI UNA PROFESSORESSA DI SCUOLA MEDIA “Ogni bambino merita la possibilità di mostrare a tutti ciò di cui è capace, ogni bambino merita di imparare tutto ciò che può imparare, ogni bambino merita un intervento efficace e comportamentale”. – Mary Beth Walsh

L’ingresso di uno studente con disabilità a scuola, comporta l’attivazione di una rete che coinvolge gli insegnanti, i compagni, la famiglia e le eventuali figure professionali che seguono l’alunno, al fine di garantire una linearità e coerenza nel percorso educativo ed inclusivo. Dare occasioni per imparare, per migliorare la propria qualità di vita e benessere.

Il punto di partenza per un insegnante è sicuramente identificare le caratteristiche dell’alunno, delineare un profilo, definire delle priorità e degli obiettivi partendo sempre dallo studente e da ciò che può essere importante per lui sulla base delle sue abilità, delle sue preferenze, della sua età, dei suoi valori, affinchè sia sempre più capace ed attivo nel contesto sociale in cui si trova.

Le persone con delle difficoltà solitamente non apprendono dall’ambiente in maniera spontanea quindi è necessario che gli venga insegnato.

Le autonomie personali fanno parte del repertorio di abilità dello studente, è possibile un insegnamento a scuola attraverso l’applicazione dell’Analisi Comportamentale.

Di seguito l’esperienza di un’insegnante di scuola secondaria che lavora da anni con professionisti in ABA. Ci racconta come ha insegnato a un ragazzo di scuola media ad impugnare il cucchiaio e mangiare in autonomia.

E’ partita dall’osservazione dell’alunno, ha definito l’obiettivo e scomposto in sottobiettivi in modo da rendere il compito facilitante, ha definito una task analysis con le sequenze di comportamenti dell’abilità da insegnare, ha definito il tipo di prompt da utilizzare e il premio da consegnare che fosse estremamente motivante per il suo alunno. Tutto è stato riportato in prese dati per il monitoraggio dell’insegnamento messo in campo.

A-Da quanti anni collabora con professionisti ABA? Cosa è cambiato nel suo modo di insegnare?

Collaboro da circa sette anni con professionisti ABA, l’esperienza mi ha permesso di arricchire la mia professionalità ma soprattutto di conoscere strategie d’intervento che consentono di ottenere i risultati attesi con gli alunni. La condivisione di un percorso educativo è, sicuramente, la chiave per ottenere non solo un successo formativo ma per sollecitare il benessere della persona e di tutti coloro che fanno parte della loro vita. Capire il funzionamento del comportamento di un alunno significa poter anticipare situazioni difficili e mettere in atto strategie adeguate, ciò è possibile quando il lavoro condiviso nell’ambiente di lavoro diventa un “laboratorio di formazione” puntato sulla persona con tutte le sue personali caratteristiche

B-Come mai ha deciso di insegnare ad un ragazzo prima di tutto a mangiare in autonomia? E’ possibile farlo all’interno dell’Istituto scolastico?

Gli alunni con disabilità gravi hanno sicuramente una ridotta possibilità d’interazione con il mondo che li circonda, ho imparato che è necessario partire da ciò che gli alunni sanno fare o tentano di fare e considerare che la motivazione è il fattore scatenante. Decidere d’insegnare qualcosa di funzionale alla vita di un alunno ritengo debba essere un obiettivo naturale; programmare un intervento di questo tipo a scuola è come svolgere una qualsiasi altra attività di tipo tecnico -pratico. Prima di svolgere attività sull’autonomia, (preventivamente inserita nel PEI), condivido essenzialmente con la famiglia le priorità relativamente alle autonomie da acquisire tra quelle possibili, poi semplicemente avendo a disposizione un ambiente dedicato, strutturato in modo essenziale, con i rinforzatori adeguati rivolti alla persona, svolgo varie esercitazioni quotidiane. 

C-Come è avvenuto l’insegnamento?

Fase preparatoria: Individuazione degli alimenti preferiti sia dolci che salati, organizzazione dell’ambiente con scelta più opportuna e adeguata della posata e del piatto, rinforzatore altamente motivante. In accordo con la famiglia colazione leggera a casa; le prime occasioni di insegnamento partivano con rinforzatore che veniva erogato quando il ragazzo impugnava la posata e portava alla bocca, ovviamente il rapporto rinforzatore\lavoro con il tempo si è invertito. (Ovviamente sono stati utilizzati prompt, aiuti fisici, modellamenti, che hanno reso possibile l’apprendimento della prassia).

D-Come ha monitorato l’andamento dell’apprendimento?

Il lavoro è stato monitorato, con una tabella in cui si annotava quante volte portava la posata alla bocca da solo durante ogni occasione di insegnamento predefinita (ho definito un numero di volte durante la giornata scolastica in cui svolgere l’insegnamento).

E-Cosa ne pensa se avesse la possibilità di utilizzare un’applicazione che consente di prendere dati?

Premesso che i docenti debbano avere una formazione minima in merito all’analisi comportamentale applicata, ritengo che la possibilità di avere un’applicazione che faciliti la raccolta dei dati sarebbe sicuramente una risorsa che aiuterebbe ad avere un quadro chiaro per una progressione precisa e ordinata del lavoro.

F-In che modo ritiene che la tecnologia possa aiutare nei progressi l’alunno?

La tecnologia a parte supportare gli alunni come strumento CAA, attraverso le applicazioni  consente di trovarne adatte alle necessità di ogni alunno per lo svolgimento di attività finalizzate all’apprendimento educativo, inoltre per alunni particolarmente compromessi consente anche di sviluppare la coordinazione oculomanuale con facilità grazie al rinforzo entrinseco dell’ App ( luci, movimento, suoni, musiche); infine l’aspetto ludico non è da sottovalutare sia per imparare sia come gratificazione al lavoro precedentemente svolto. Oltre questi aspetti la tecnologia può essere utile per la raccolta agevole di informazioni e dati e per un monitoraggio costante degli apprendimenti e dei progressi,  per una condivisione immediata con l’intera equipe di lavoro dell’’alunno.

Abaco Blog - Aba e Autismo

ABBIAMO SCELTO L’ABA PER NOSTRO FIGLIO PERCHE’…

“Una sera, circa due settimane dopo che ci era stata comunicata la diagnosi di mio figlio, presi la macchina e andai in spiaggia per schiarirmi i pensieri. Mentre guidavo, iniziai a pensare al futuro del mio piccolo. La mia mente evocò ogni genere di scenario spaventoso: ritardo mentale, rifiuto, scherni, bullismo, vittimizzazione, isolamento, diventare una delle persone dimenticate dalla società. Così nel momento in cui misi piede sulla sabbia, stavo vivendo un incubo. E mentre camminavo sulla spiaggia diventò sempre peggio. Beh dopo circa mezz’ora di questo incubo, all’improvviso trasalii. Mi fermai e rimasi in silenzio, contemplando impressionato uno dei tramonti più magnifici che io abbia mai visto.

Rimasi lì a guardare per diversi minuti, senza dire una parola, incapace di credere di essermi perso quella trasformazione” (Se il mondo ti crolla addosso, Russ Harris).

Il momento in cui i genitori ricevono la diagnosi di autismo per il proprio figlio è un momento traumatico, si ha la percezione che “il mondo ti crolli addosso”, l’autismo non è una malattia ma è una condizione di vita che accompagna la persona per tutta la sua vita, una vita che però può essere resa dignitosa, felice, vissuta in benessere con il supporto di una rete che collabora per garantire la miglior qualità possibile. 

Autismo vuol dire un funzionamento mentale differente, un funzionamento che non si può cambiare. Autismo vuol dire una variabilità di aspetti, di caratteristiche, di comportamenti, di livelli mentali, di capacità di relazionarsi con gli altri a seconda delle caratteristiche della persona, delle compromissioni o meno cognitive, degli interventi che vengono attuati, dell’ambiente di vita, degli stimoli, dei valori della persona.

Avere sempre il focus sulla persona, sui suoi bisogni, sulle aspettative, sui valori senza giudicarli, sulle capacità, su ciò che è giusto e doveroso insegnare evitando di partire da quello che crediamo sia il nostro modo giusto di fare le cose, bensì fissando quello che è giusto e ha senso per la persona che abbiamo davanti a noi.

Ricevere la diagnosi vuol dire anche fare delle scelte. Nei prossimi giorni pubblicheremo un racconto molto significativo di una mamma. Seguiteci e segui il nostro blog

Abaco Blog - Aba e Autismo

ABA E AUTISMO

Per l’autismo non esiste un unico trattamento terapeutico. Data la complessità e l’eterogeneità del quadro clinico e della sintomatologia dei soggetti affetti dal disturbo dello spettro autistico si rende necessario un progetto terapeutico integrato.  Durante l’età evolutiva gli interventi terapeutici realizzati sono volti a:
  • Ridurre o correggere comportamenti disadattivi;
  • Orientare lo sviluppo in modo che possano emergere competenze che favoriscano l’adattamento soggetto/ambiente;
  • Favorire un buon adattamento emozionale (controllo degli impulsi, tolleranza alla frustrazione, regolazione degli stati emotivi, adeguata immagine di sè).
Aba e Autismo - Abaco Blog
Aba e Autismo – Abaco Blog
(SINPIA, 2005) Il progetto terapeutico indica che vengano definiti degli obiettivi intermedi adeguati al profilo di sviluppo del bambino, alle sue esigenze e a quelle della famiglia. La pervasività del disturbo può richiedere che ci si ponga più obiettivi in contemporanea o che il soggetto possa beneficiare di più interventi differenziati. Ad oggi all’interno delle Linee Guida 21 dell’Istituto Superiore di Sanità (LG21, il trattamento dei Disturbi dello Spettro Autistico nei bambini e negli adolescenti) si raccomandano come efficaci gli interventi basati sull’ Analisi del Comportamento e sugli interventi comportamentali in generale. Sono definiti   evidence-based   quegli interventi basati su evidenze scientifiche che dimostrino la loro efficacia. Un intervento si definisce efficace quando i risultati e i miglioramenti ottenuti, si possono ricondurre al trattamento e non al naturale percorso di crescita del bambino. Gli interventi evidence-based fanno riferimento a studi pubblicati su riviste scientifiche e i cui risultati dimostrano che quella particolare pratica di intervento sia responsabile del miglioramento oggettivo delle condizioni di vita del bambino. Ad oggi si parla diEarly Intensive Behavioural Intervention” (EIBI), il termine EIBI include tutti i modelli d’intervento comprensivi derivati dall’ABA, come il Denver Model, e non è limitato al modello UCLA/Lovaas.  Con il termine “Evidence- based education” si intende l’utilizzo delle più recenti evidenze scientifiche che guidano le decisioni riguardo l’insegnamento, tra queste vi è l’ABA (Analisi del Comportamento Applicata).  Gli studi dimostrano come l’applicazione dell’Analisi del Comportamento determini miglioramenti significativi delle abilità intellettive, della comunicazione e del linguaggio, dei comportamenti adattivi nei bambini nello spettro dell’autismo; fondamentale è il coinvolgimento di tutte le figure che fanno parte del contesto di vita del soggetto affinchè si possa parlare di un intervento non solo efficace ma anche generalizzato. L’Analisi comportamentale applicata è la scienza applicata che deriva dalla scienza di base conosciuta come Analisi del Comportamento (Skinner, 1953), fornisce una modalità di osservazione scientifica dei comportamenti umani, di ciò che li determina e delle conseguenze che questi producono sull’ambiente e sul soggetto. Fornisce l’attuazione di processi di apprendimento/insegnamento di nuove abilità, la diminuzione dei comportamenti disfunzionali al fine di migliorare la qualità della vita dell’individuo. Analisi Comportamentale Applicata e autismo sono un binomio da circa 30 anni anche se l’ABA non nasce propriamente con l’autismo ma come metodologia per il recupero delle disabilità intellettive ed evolutive in genere.
Abaco Blog - Aba e Autismo
Abaco Blog – Aba e Autismo
L’ABA si caratterizza per sette dimensioni (Baer, Wolf e Risley, 1968):
  • Applicata ossia prende in considerazione i comportamenti socialmente significativi per la persona e presta attenzione al contesto in cui si manifestano.
  • Comportamentale in quanto si fonda sulla misurazione dei comportamenti, sul definire e valutare i comportamenti secondo dimensioni quantificabili ed oggettive. 
  • Analitica perché si fonda sulla relazione tra stimolo e risposta, sulla relazione tra il comportamento e le variabili ambientali.
  • Tecnologica in quanto ogni procedura è descritta in modo dettagliato ed analitico.
  • Efficace è la capacità che tale scienza ha di modificare comportamenti significativi, la sua applicazione comporta necessariamente una modificazione del comportamento.
  • Concettuale per i principi teorici a cui fa riferimento.
  • Generalizzabile in altri contesti e con altre persone favorendo il massimo livello di adattamento possibile.
L’ABA non dimentica l’individualità di ogni singola persona in quanto parte dal fare una “fotografia” della persona definendo le caratteristiche, le preferenze, le abilità presenti emergenti e assenti, cosa è necessario insegnare rispettando la dignità e i valori della persona e tutelando la sua immagine sociale, garantendo un processo di inclusione inteso come stare con gli altri facendo cose assieme agli altri. Gli interventi psicoeducativi e individualizzati attengono le aree di sviluppo delle abilità verbali e comunicative, delle abilità cognitive, delle autonomie sociali e personali attraverso programmi di intervento che coinvolgano i genitori, gli insegnanti, gli operatori e qualsiasi persona sia in relazione con il soggetto.  Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, la salute non è assenza di malattia, ma benessere bio-psico-sociale, piena realizzazione del proprio potenziale, della propria capability (Sen, 1994)
ABA figura fondamentale per il lavoro

ABA, LAVORO SUL CAMPO: IL TECNICO DI ANALISI DEL COMPORTAMENTO.

Il tecnico dell’analisi del comportamento (TAC) comunemente chiamato “l’operatore/terapista ABA” è una figura fondamentale all’interno dell’equipe di lavoro che prende in carico l’utente. E’ la figura che lavora direttamente sul campo e che deve pertanto attuare gli interventi previsti basati sull’applicazione dell’Analisi dei Comportamento.

Abaco Blog ABA
ABA Tecnico analisi comportamento – Scopri Abaco Cloud – presto disponibile

Per diventare TAC certificato è necessario frequentare un Corso (tra quelli suggeriti dagli enti riconosciuti) che prevede lezioni frontali, tirocinio supervisionato da un Analista del Comportamento certificata e un esame finale. 

Il tecnico deve acquisire competenze che attengono:

  • conoscere i principi generali dell’analisi del comportamento
  • conoscere e mette in atto le procedure previste dall’ABA,
  • attenersi al curriculum individualizzato dell’utente e obiettivi definiti dall’Analista
  • identificare i comportamenti problema e saper fare un’analisi funzionale
  • monitorare attraverso le prese dati gli obiettivi
  • intervenire nei contesti di vita in cui l’utente è inserito (scuola, famiglia….) in modo da garantire coerenza e continuità educativa nel progetto avviato per ogni singolo bambino e ragazzo.

Abbiamo rivolto una serie di domande ad un professionista con titolo TAC che lavora presso un’Associazione di genitori con figli con disabilità e che fa parte di un’equipe di lavoro che prevede oltre a tecnici del comportamento, un Assistente Analista del Comportamento e un Analista del Comportamento Certificata (BCBA). Qui la sua esperienza diretta:

Perché la scelta di diventare tecnico dell’Analisi del Comportamento?

Sono fortemente convinto che attraverso l’Analisi del Comportamento Applicata si possa migliorare in modo determinante la qualità della vita dei ragazzi e delle famiglie che vivono una realtà “unica” e piena di ostacoli.

Il mio obiettivo è quello di lavorare affinchè questi ragazzi possano diventare parte attiva e integrante nel proprio contesto sociale.

Diventare tecnico dell’analisi del comportamento mi ha permesso di approfondire, acquisire e applicare specifiche conoscenze.

Lavori all’interno di un’equipe. Come avviene la coordinazione del lavoro?

Dopo la presa in carico dell’utente successiva ad una prima valutazione, l’Analista predispone il progetto individualizzato con obiettivi specifici. Credo che la comunicazione tra il tecnico e i suoi colleghi, l’Assistente Analista e l’Analista del Comportamento, sia fondamentale per portare avanti il progetto. E’ una rete imprescindibile che ovviamente coinvolge la famiglia e anche le figure altre che fanno parte della vita del bambino o del ragazzo.

Il mio compito è quello di creare tutte le condizioni ottimali ad accogliere l’utente preparando il materiale e le prese dati necessarie per la sessione di lavoro.

Il lavoro in equipe è cruciale in ogni fase, il confronto tra le varie figure professionali ci permette di essere efficienti ed efficaci nella gestione del caso.

Lavorare in “scienza e coscienza”. In che modo?

Scienza e coscienza”: binomio guidato dall’integrità e dalla responsabilità etica e morale. 

Ho 37 anni, lavoro da molti anni nella disabilità, sono convinto che per essere utili bisogna avere rispetto verso se stessi e gli altri, gran senso di responsabilità e svolgere il proprio lavoro con passione e dedizione e soprattutto continuando a studiare ed acquisire competenze e conoscenze di dimostrata efficacia scientifica.

L’ABA è una scienza e pertanto richiede raccolta di informazioni e dati che siano misurabili, quantificabili e replicabili. Cosa avviene sul campo?

La raccolta di informazioni e dati e’ la base nel nostro lavoro, consente il monitoraggio degli obiettivi, avere chiaro quello che si sta facendo e come si sta proseguendo.

Durante ogni sessione siamo “affiancati” da raccoglitori che contengono una banca dati dell’utente: prese dati da compilare durante o al termine del lavoro. Un archivio di dati ed informazioni che accompagnano l’utente e che vengono condivise tra i tecnici che lavorano con lo stesso utente e con l’Analista in maniera costante.

ABACO che contributo potrebbe dare nel tuo lavoro?

Abaco darebbe un contributo enorme al nostro lavoro e le ragioni sono evidenti.

A livello operativo ci permetterebbe di semplificare e allo stesso tempo rendere pìù efficiente il nostro lavoro: raccoglitori che aumentano di volume, schede che si moltiplicano, difficolta’ nel consultarle, tempi di registrazione dei dati… potrei continuare all’infinito….

Un sistema come Abaco semplifica in maniera decisiva il confronto e il controllo dei dati da parte di tutte le figure che si occupano dell’utente, rendendo il lavoro d’ equipe immediato, semplice e chiaro.

Vuoi maggiori informazioni? Contattaci

Abaco consentirebbe  accessibilità immediata ai dati e facilità nella compilazione di schede per la presa dati.