ABBIAMO SCELTO L’ABA PER NOSTRO FIGLIO PERCHE’…

“Una sera, circa due settimane dopo che ci era stata comunicata la diagnosi di mio figlio, presi la macchina e andai in spiaggia per schiarirmi i pensieri. Mentre guidavo, iniziai a pensare al futuro del mio piccolo. La mia mente evocò ogni genere di scenario spaventoso: ritardo mentale, rifiuto, scherni, bullismo, vittimizzazione, isolamento, diventare una delle persone dimenticate dalla società. Così nel momento in cui misi piede sulla sabbia, stavo vivendo un incubo. E mentre camminavo sulla spiaggia diventò sempre peggio. Beh dopo circa mezz’ora di questo incubo, all’improvviso trasalii. Mi fermai e rimasi in silenzio, contemplando impressionato uno dei tramonti più magnifici che io abbia mai visto.

Rimasi lì a guardare per diversi minuti, senza dire una parola, incapace di credere di essermi perso quella trasformazione” (Se il mondo ti crolla addosso, Russ Harris).

Il momento in cui i genitori ricevono la diagnosi di autismo per il proprio figlio è un momento traumatico, si ha la percezione che “il mondo ti crolli addosso”, l’autismo non è una malattia ma è una condizione di vita che accompagna la persona per tutta la sua vita, una vita che però può essere resa dignitosa, felice, vissuta in benessere con il supporto di una rete che collabora per garantire la miglior qualità possibile. 

Autismo vuol dire un funzionamento mentale differente, un funzionamento che non si può cambiare. Autismo vuol dire una variabilità di aspetti, di caratteristiche, di comportamenti, di livelli mentali, di capacità di relazionarsi con gli altri a seconda delle caratteristiche della persona, delle compromissioni o meno cognitive, degli interventi che vengono attuati, dell’ambiente di vita, degli stimoli, dei valori della persona.

Avere sempre il focus sulla persona, sui suoi bisogni, sulle aspettative, sui valori senza giudicarli, sulle capacità, su ciò che è giusto e doveroso insegnare evitando di partire da quello che crediamo sia il nostro modo giusto di fare le cose, bensì fissando quello che è giusto e ha senso per la persona che abbiamo davanti a noi.

Ricevere la diagnosi vuol dire anche fare delle scelte. Nei prossimi giorni pubblicheremo un racconto molto significativo di una mamma. Seguiteci e segui il nostro blog

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